Francesca dog trainer

Educatrice cinofila in provincia di Varese

Cani e bambini

Progetto in collaborazione con Giovanna Barban, operatrice di Pet Therapy e Pet Education, e Pierangelo Alpoggio educatore cinofilo CSEN e FISC e rieducatore comportamentale.

• Per le famiglie: eventi dedicati alla promozione del corretto approccio dei bambini all’animale

• Per le scuole dell’infanzia:

PROGETTO DI PET EDUCATION: DIAMOCI LA ZAMPA”

Lo psichiatra infantile Boris Levinson fu il primo a coniare il termine di “pet-therapy” per descrivere l’uso di animali da compagnia nella cura di malattie psichiatriche. Levinson aveva notato come alcuni dei propri pazienti come bambini con serie difficoltà di relazione e di comunicazione interpersonale, stabilissero con sorprendente facilità legami affettivi e cognitivi (connotati da stabilità relazionale) con il proprio cane.
L’animale aveva la funzione di aiutare il bambino ad abbassare le proprie barriere emotive, fornendo un’interessante spunto di comunicazione tra paziente e terapista. Secondo Levinson la chiave dell’efficacia terapeutica del partner animale sarebbe rappresentata dal “conforto” e dalla “simpatia” incondizionati che esso fornisce.
Altri studi hanno successivamente evidenziato una benefica influenza anche solo dalla presenza di un animale sui sintomi principali dello stress, cioè, l’animale induce una normalizzazione del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa, della frequenza respiratoria, della tensione muscolare e non ultimo del livello plasmatico del colesterolo.
“L’utilizzo di animali da compagnia ai fini di Pet Therapy” è stato riconosciuto come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003.
Tale decreto ha sancito per la prima volta nella storia del nostro paese il ruolo che un animale può avere nella vita affettiva di una persona, nonché la valenza terapeutica degli animali da compagnia.

Il termine pet therapy si sta via via sostituendo con:
1) Educazione Assistita con gli animali (EAA), quando l’animale stimola le attività con finalità educative. Tali progetti sono generalmente avviati nelle scuole (materne o elementari) e consistono in esperienze di educazione alla conoscenza e al rispetto del mondo animale in tutte le sue componenti, attraverso l’incontro con gli animali, la visione di filmati, visite ai parchi, fattorie pedagogiche. Le AAE sembrano migliorare l’attenzione e l’apprendimento, il rendimento scolastico, la curiosità e i rapporti sociali e ridurre fenomeni di devianza, bullismo e abbandono scolastico;
2) Attività Assistite con gli Animali (AAA), quando si organizzano attività rivolte a migliorare la qualità della vita dei soggetti coinvolti con interventi di tipo ricreativo, educativo e/o assistenziale. Tali attività sono rivolte in particolare alle categorie di persone “vulnerabili”, quali ad esempio i ciechi o i portatori di handicap fisici e psichici. Si caratterizzano perché sono programmi erogati in vari ambienti (scuole, ospedali, ecc), realizzati da personale opportunamente formato, in cui vengono coinvolti animali che rispondono a determinati requisiti attitudinali e di capacità. Obiettivi che possono essere raggiunti con tali attività sono, ad esempio, quelli che contribuiscono a migliorare la qualità della vita di soggetti al fine di distrarle da situazioni particolarmente stressanti, di rilassarle e di divertirle.
3) Terapie Assistite con gli Animali (TAA), quando l’animale, definito coterapeuta, è parte integrante di un progetto terapeutico. In questo caso la terapia si deve porre degli obiettivi ben precisi e deve produrre modificazioni nello stato del paziente.

Gli scopi delle AAA sono essenzialmente:
a. Accrescere l’autostima.
b. Motivare le pulsioni relazionali.
c. Diminuire gli stati di paura, ansia e depressione.
d. Arricchire il vocabolario comunicazionale.
e. Dare un sostegno nelle “crisi di passaggio”.
f. Aumentare la curiosità e l’entusiasmo.

Da un punto di vista educativo si è potuto riscontrare che l’interazione con l’animale presenta significative valenze:
– Formative, nella capacità di aumentare il vocabolario immaginativo, di diminuire la diffidenza verso la diversità, di aumentare le pulsioni comunicative, di tranquillizzare e di dare sostegno nelle crisi di passaggio, di aumentare l’autostima, di implementare relazioni empatiche, di accendere la fantasia.
– Didattiche, nella capacità di fungere da centro di interesse, nel permettere esperienze di giocostudio, nella capacità di connettere ambiente domestico e ambiente di scuola, nel facilitare percorsi interdisciplinari, nel rendere più facilmente comprensibili alcuni concetti descrittivi e alcuni valori.
– Di sostegno, nell’aumentare interesse e motivazione ludica e cognitiva, nel facilitare i rapporti sociali, nell’offrire stimoli tranquillizzanti e appaganti, nel diminuire l’attenzione su stati di ansia/depressione, su situazioni d’angoscia o esperienze negative, su attacchi di panico o fobie generiche.

IL PROGETTO

Destinatari: tutti i bambini “mezzani” o “grandi” che frequentano la scuola materna.
I gruppi interessati vengono individuati dalle insegnanti a seconda degli obiettivi specifici accordati con l’equipe, che modellerà le attività in base alle diverse finalità educative dell’intervento.

Obiettivi:
1) Conoscenza delle caratteristiche degli animali domestici e del corretto approccio.
2) Incremento dell’autocontrollo, dell’ascolto e gestione delle emozioni.
3) Incremento della capacità attentiva, osservativa, capacità di categorizzare, cogliere differenze, similitudini e stimolando le capacità mnemoniche
4) Rispetto dell’Altro-Diversità, incremento delle abilità pro sociali ed empatiche.
5) Incremento capacità collaborative e coordinative
6) Miglioramento delle capacità narrative.
7) Incremento della capacità di costruire relazioni con i pari e dell’autostima.
8) L’importanza delle regole: il NO che educa.

Tempi: 6 incontri di 45 min. circa per ciascun gruppo di bambini, da realizzarsi una volta la settimana.
Minimo 2 gruppi di bambini con incontri consecutivi.
(Il numero di bambini ideale per gruppo è 15.)

Equipe di progetto:
Il presente progetto è ideato, organizzato e svolto da:
Barban Giovanna Giorgia, dottore in Scienze Motorie e Psicomotricista;
Pierangelo Alpoggio, educatore cinofilo-sportivo III° livello FISC e CSEN, rieducatore comportamentale, istruttore di Rally Obedience, istruttore Bimbi&Cani FISC con pluriennale esperienza nei progetti di Pet Education;
Francesca Angelinelli, educatore cinofilo-sportivo III° livello FISC, istruttore Bimbi&Cani FISC, referente di attività IAA.